
«Le costruzioni marchigiane continuano a mostrare una buona capacità di tenuta, ma dietro il dato positivo stanno emergendo segnali che non possono essere sottovalutati. La crescita è sostenuta soprattutto dalle opere pubbliche, mentre il mercato privato rallenta. È quindi il momento di guardare oltre l’attuale ciclo di investimenti e costruire insieme alla Regione una strategia per il dopo PNRR».
Lo dice il presidente di ANCE Marche, Carlo Resparambia, commentando i risultati dell’Indagine semestrale condotta dal Centro Studi “Guzzini” di Confindustria Marche in collaborazione con ANCE Marche e Intesa Sanpaolo.
La produzione del settore, nel periodo gennaio-giugno è cresciuta del 2,9% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno, a fronte del +4,8% registrato nel secondo semestre 2025. A trainare sono ancora una volta i lavori pubblici, cresciuti di oltre il 15%, mentre arretrano sia l’edilizia abitativa (-2,1%) sia quella non residenziale (-1,6%). Un andamento che conferma il ruolo decisivo assunto in questa fase dagli investimenti pubblici.
Nelle Marche il PNRR ha attivato oltre mille interventi di interesse per il settore delle costruzioni, ai quali si aggiungono la ricostruzione post-sisma e le opere pubbliche ordinarie. Una mole di investimenti che sta sostenendo imprese e occupazione e i cui effetti, in parte, continueranno anche oltre il 2026.
«Proprio per questo – sottolinea Resparambia – dobbiamo utilizzare questa fase per programmare ciò che verrà dopo. Non possiamo permetterci che alla conclusione del PNRR segua un vuoto di investimenti. Occorre costruire fin da ora una programmazione regionale pluriennale delle infrastrutture e delle opere pubbliche, individuando priorità, risorse e tempi certi».
Più delicata è la situazione dell’edilizia privata. I dati sui permessi di costruire mostrano una progressiva riduzione della nuova offerta abitativa, mentre il mercato immobiliare continua a registrare una domanda significativa. Nel 2024 le abitazioni autorizzate nelle Marche sono diminuite di circa il 13%, mentre nel 2025 le compravendite sono cresciute di quasi il 4%.
«È un segnale che deve farci riflettere», prosegue il presidente di ANCE Marche. «La casa deve tornare ad essere una priorità della politica regionale, non soltanto sotto il profilo sociale, ma anche come elemento di competitività e attrattività dei nostri territori. Giovani, famiglie, studenti e lavoratori devono poter trovare abitazioni adeguate e accessibili nei luoghi in cui scelgono di vivere, studiare e lavorare».
Per ANCE Marche una delle risposte passa dalla rigenerazione urbana, dal recupero del patrimonio esistente e dalla riqualificazione energetica degli edifici, accompagnati da strumenti urbanistici più moderni e procedure più semplici.
Rimane inoltre aperto il problema della disponibilità di manodopera qualificata, sempre più difficile da reperire per il 90,2% delle imprese del campione.
Sul fronte del credito, il 46,8% degli operatori giudica difficile l’accesso ai finanziamenti, mentre il 48,9% segnala condizioni normali. Resta elevata la percezione del costo del denaro, giudicato elevato dal 78,9% degli intervistati.
«Alle istituzioni regionali chiediamo quindi di aprire un confronto su una strategia di medio-lungo periodo per le costruzioni. Programmazione delle opere pubbliche, rigenerazione urbana, politiche per la casa e formazione devono diventare parti di un’unica politica regionale per lo sviluppo. Il settore delle costruzioni rappresenta oltre il 13% del PIL marchigiano e circa 40 mila addetti: accompagnarne la trasformazione significa sostenere l’intera economia regionale».
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