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    Indagine sull'andamento dell’industria delle costruzioni nelle Marche - II semestre 2013. Chiusura di 2013 in ulteriore forte calo per le costruzioni marchigiane, con livelli di produzione in consistente rallentamento in tutti i comparti dell'edilizia

    Edilizia in crisi strutturale: prosegue la forte flessione nei livelli di attività delle imprese

    18 Marzo 2014
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    Secondo i risultati dell’Indagine semestrale condotta dal Centro Studi di Confindustria Marche, in collaborazione con ANCE Marche (Consulta Regionale Costruttori Edili) e con il patrocinio di Banca Marche, su un campione di aziende associate, la produzione complessiva nel secondo semestre 2013 è diminuita di circa l’8,1% in termini reali rispetto al secondo semestre del 2012.
     
    Il risultato rilevato, che conferma il permanere di un clima congiunturale particolarmente negativo, è sostenuto dalle dichiarazioni degli operatori intervistati. Rimane bassa, infatti, la quota interessata dal miglioramento dei livelli produttivi (12% contro 10% della precedente rilevazione), mentre si mantiene su livelli molto elevati la quota di imprese interessate dalla contrazione dell’attività (79% contro 80% della precedente rilevazione).
     
    Ampiamente diffuse le variazioni negative tra i principali comparti. Riguardo all’edilizia abitativa, il secondo semestre 2013 registra un calo della produzione di circa il 7,0% rispetto al semestre luglio-dicembre 2012. La flessione sperimentata da questo comparto ha trascinato su valori negativi l’intero settore delle costruzioni, data la sua rilevanza in termini di volumi prodotti e occupazione.
     
    La flessione dell’edilizia abitativa riflette l’andamento particolarmente debole della componente pubblica (-13,4%), che prosegue la fase di rallentamento sperimentata nell’ultimo biennio. Anche la componente privata ha registrato un ulteriore calo (-5,7%), trainato in particolare dalla componente in conto proprio (-20,1%), mentre l’edilizia convenzionata (-2,2%) e il conto terzi (-3,8%) hanno registrato variazioni negative più contenute, nonostante il contributo degli incentivi fiscali a favore degli interventi di ristrutturazione del patrimonio abitativo.
     
    Ulteriore marcata flessione dell’attività produttiva per l’edilizia non abitativa nel secondo semestre del 2013 (-7,9%). Il calo, che si aggiunge al dato negativo registrato nel primo semestre dell’anno appena chiuso, conferma il permanere di un marcato profilo di incertezza nei piani di espansione di molte imprese manifatturiere, particolarmente colpite dalla stagnazione della domanda interna.
     
    In ulteriore forte calo anche i lavori pubblici, che registrano una contrazione dei livelli produttivi pari al 9,3% rispetto al secondo semestre 2012.
     
    Il negativo andamento congiunturale dell’intero comparto produttivo primario delle costruzioni in ambito regionale, riguardante l’ultimo semestre si è riflesso sui livelli occupazionali che hanno proseguito la tendenza alla flessione rilevata nei semestri precedenti.
     
    Secondo le stime di Confindustria Marche, l’occupazione è diminuita sia per gli operai (-3,7%), sia – in maniera più contenuta – per gli impiegati (-2,9%). Alla flessione dei livelli occupazionali, è corrisposto un marcato calo del monte ore lavorate, sia rispetto al secondo semestre 2012 (-38,4%), sia rispetto al primo 2013 (-21,5%).
    Nel secondo semestre 2013, le ore di CIG autorizzate hanno quasi raggiunto i 2,4 milioni registrando un aumento del 69,6% rispetto allo stesso periodo del 2012. In crescita è risultata sia la componente ordinaria (+63,9%), sia quella in deroga (+203,2%) mentre la componente straordinaria ha registrato una flessione del 6,2%.
     
     
     
    Seppur con differenze anche notevoli tra le imprese, nel secondo semestre 2013 le condizioni del mercato del credito mostrano ancora una situazione difficile, in particolare sul fronte della disponibilità di credito. Sale, infatti, la quota di intervistati per i quali l’accesso al credito è risultato molto problematico a causa degli effetti del credit-crunch praticato dalle banche, (93% contro 90% della rilevazione del primo semestre 2013), mentre rimane elevata la quota di operatori che ritiene eccessivo il costo del credito (86%, contro 88% della precedente rilevazione).
    Infine, l’indagine evidenzia il permanere di un livello troppo alto e crescente dei ritardi nei tempi medi di pagamento alle imprese per lavori eseguiti, soprattutto riguardanti la realizzazione di opere pubbliche(178 contro 141 giorni della precedente rilevazione).
     
    Riguardo alle tendenze dell’attività produttiva, le previsioni degli operatori segnalano, per i prossimi mesi, il permanere di condizioni di grave difficoltà.
     
    La dinamica di medio periodo delle condizioni di domanda resta, dunque, fortemente condizionata dalla rapida attivazione di due fattori: la definizione delle iniziative riguardanti progetti e programmi di intervento a partire da quelli di riqualificazione urbanistico-edilizia, proposti da imprese e privati; la riattivazione del comparto delle opere pubbliche attraverso nuovi appalti di lavori e opere infrastrutturali per il territorio.
     

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